Storia

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Amsterdam venne fondata attorno al XIII secolo come villaggio di pescatori nei pressi della diga (dam) sul fiume Amstel (da cui deriva il nome Amsterl sul Dam). La città iniziò a prosperare e a crescere nel XIII secolo: intorno alla diga (oggi piazza Dam) vennero costruiti dei bastioni e scavati dei canali; mentre l’economia si basava ancora sulla produzione della birra e sulla pesca delle aringhe.

Nel XV secolo, entrando a far parte dell’Impero di Borgogna, sviluppò la sua posizione commerciale, ponendo le basi di quello che fu poi chiamato il secolo d’oro di Amsterdam: il porto ebbe un ruolo ed una funzione ben più stabili e gli scambi con le regioni baltiche si fecero sempre più intensi, tanto che nel secolo successivo la città entrò a far parte della potente Lega Anseatica.

Amsterdam nel 1500

Schierata contro l’oppressione spagnola ( in un primo momento fu tuttavia alleata), Amsterdam partecipò alla guerra di resistenza delle Sette province del Nord, la Guerra degli Ottant’anni (1568-1648), aderendo alla Riforma protestante del 1578. In quel periodo la città, con i suoi 30.000 abitanti, era la più popolata dell’Olanda. Il Paese era considerato tra i più tolleranti in Europa, e per questo motivo un gran numero di mercanti della ricca Anversa trasferirono la propria attività ad Amsterdam, dando una significativa spinta all’economia locale. Tutto ciò ebbe un riflesso positivo anche in campo economico, poiché la fama di città “aperta” fece si che ad Amsterdam si rifugiassero in gran parte anche gli ebrei scacciati dal Portogallo e dalla Spagna e, dopo la revoca dell’Editto di Nantes, anche le ricche famiglie protestanti francesi. I mercati qui emigrati contribuirono notevolmente a creare il nucleo della borghesia imprenditoriale di Amsterdam, da allora sempre in primo piano nelle vicende della città. Accanto alla attività mercantile si sviluppò quella manifatturiera, alimentata dai prodotti che affluivano dalle colonie asiatiche e americane, e l’industria cantieristica.

Amsterdam e l’Europa

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L’affermazione di Amsterdam come protagonista all’interno del continente europeo, la fase economica in crescita e l’annessione del Portogallo alla Spagna nel 1580, permise di ampliarsi verso l’estero e avviare i primi viaggi verso le Indie. Stimolati dai primi risultati positivi, gli olandesi iniziarono a pianificare nuove missioni inviando più navi per le Indie, con la conseguente creazione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, la VOC, nella quale furono coinvolti come investitori sia mercanti che cittadini.

Alla fioritura economica si accompagnò lo splendore culturale, che ebbe il suo culmine nella metà del XVII secolo, nel momento in cui Rembrandt diede avvio ad una fiorente scuola pittorica, Cartesio (che in Olanda passò gran parte della sua vita) elaborò il suo pensiero filosofico e Bredero, Vondel e Hooft scrissero le loro famose poesie. Ricchezza, potere, cultura e tolleranza fiorirono in città, la popolazione crebbe rapidamente e la città si estese notevolmente.

Tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, a causa della guerra con la Francia e con l’Inghilterra, il porto di Amsterdam divenne inaccessibile per le flotte della Compagnia delle Indie ma il periodo di recessione che si avviò fu abilmente sfruttato grazie ad un abile cambiamento della posizione e del ruolo della città: Amsterdam fu abile a trasformare la sua economia da mercantile a finanziaria e divenne il centro bancario dei monarchi europei nel finanziamento delle loro costose guerre.

La Rivoluzione Industriale di Amsterdam

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La Rivoluzione Industriale portò ad un accrescimento del benessere e quindi ad un rapido sviluppo demografico, una sorta di ‘Nuovo Secolo d’Oro’.

La città si sviluppò attorno all’area di Singelgracht, dove vennero costruiti i quartieri operai: la popolazione crebbe fino ai terribili anni della Seconda Guerra Mondiale, che colpì duramente la popolazione che comprendeva un’alta percentuale di abitanti ebrei, molti dei quali furono deportati e uccisi.

Amsterdam: dalla Guerra ad Oggi

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Dal dopoguerra in poi, e soprattutto negli ultimi decenni, Amsterdam ha ritrovato un nuovo splendore economico, grazie allo sviluppo culturale e turistico. Molti dei suoi antichi edifici sono oggi dei monumenti storici e i suoi canali, parte del Grachtengordel, sono stati aggiunti nella lista UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Il nuovo millennio ha visto il sorgere di nuovi ed inquietanti problemi quali sicurezza, integrazione, discriminazione e segregazione, conseguenza dell’esasperazione dei problemi legati ai grandi flussi migratori da Suriname, Turchia e Marocco che provocarono sia un mini-esodo di parte della popolazione verso piccole città satellite degli anni ’80.

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